Diario di un allenatore.

Scritto da Roberto Assini allenatore di terzo grado, nel Volley Virle Rezzato dal 2009 al 2018.

“Lo sport consiste nel delegare al corpo alcune delle più alte virtù dell’animo”
Ciao a tutti.
Con questa lettera annuncio le mie dimissioni dal Volley Virle Rezzato.
Siamo alla resa dei conti, dopo 9 anni è giunto il momento di salutarci.
Ci tengo Innanzitutto a ringraziare il Presidente Giorgio Temponi per la fiducia che ha sempre mostrato nei miei confronti, so che dietro un grande presidente c’è sempre una grande donna, Monica, lucida consigliera attenta alle esigenze di tutti, sorridente e gentile. Ringrazio il burbero Alfredo che poi tanto burbero non è sempre preciso ed efficiente in ogni sua complessissima mansione. Ringrazio Mario refertista preciso, spalla destra ed amico fidato del Pres. Ringrazio Flavio che per anni mi ha accompagnato in panchina, uomo di forti valori sempre positivo. Un ringraziamento particolare al signor Collini, che oltre ad essere un fondamentale sponsor è stato un consigliere, sempre pacato e deciso nelle sue affermazioni, ha saputo mettere in campo la sua enorme esperienza con umiltà e con la consapevolezza di chi sa il fatto suo.
Ho cominciato questa mia avventura nel 2009 con un under 16, ragazze del 94/95 e da lì ho capito che la mia esperienza non sarebbe finita. L’anno successivo nel 2010 sono stato catapultato in seconda divisione una squadra a detta di molti promettente, ma che aveva bisogno di una marcia in più. Capitanati dal nostro palleggiatore Alessia Lo Sardo abbiamo affrontato il campionato con grande professionalità vincendo partite e battaglie che all’inizio dell’anno non ci sognavamo nemmeno.
Non dimenticherò mai la partita con il Montirone, corazzata fortissima, che, palla dopo palla, abbiamo sgretolato portandoci alla vittoria per 3 a 1 di fronte ad un palazzetto stracolmo ed incredulo. Ottimo!! … Campionato vinto! Si va in prima!
Nel frattempo alleno anche l’under 18 con buona speranza per il futuro con cui otteniamo un bel quarto posto nelle finali provinciali del campionato primavera.
Anno 2011-2012 facciamo la prima divisione, decido di non voler cambiare molto e di premiare le ragazze che tanto mi avevano dato l’anno precedente. I rapporti restano compatti e da neo-promossi riusciamo a stare nella parte alta della classifica…. Qualcuno diceva anche che eravamo la squadra del record in quanto avevamo fatto il maggior numero di punti del VVR di tutti i tempi!!!
Purtroppo l’anno successivo non va così ci becchiamo un girone d’inferno e per la prima volta in tutta la mia lunghissima carriera retrocediamo, si incrinano i rapporti con le giocatrici che dopo 3 anni si decide che nel 2013-2014 Dovrò ripartire dalla terza divisione. Bene!!! Un gruppo nuovo,  molto giovane nate nel 94/ 95 /96 con cui ripartire da capo!!!
Dal 2011 al 2013 sono stato impegnato anche nelle file del Real Volley con campionati di seconda divisione under 16 (con cui abbiamo ottenuto il 3° posto nel campionato provinciale), under 13, under 12 e minivolley e nel 2013/2014 nella Leonessa volley maschile di serie D ad aiutare Claudio Nolli ( con cui abbiamo ottenuto un rispettosissimo terzo posto). Inizio nel frattempo una nuova avventura e contemporaneamente vado ad allenare a Villanuova dove vinciamo il campionato di Prima divisione con 26 partite vinte su 26.
A Rezzato intanto decidiamo che per crescere bene e forti bisogna innanzitutto prendersi cura della più piccole per cui alleno un’under 13 del 2001/02 capitanati dalla talentuosissima Simona Barozzi e, per non farmi mancare niente, tengo anche il minivolley, bambine nate nel 2005/06/07 dove anche lì si intravedono parecchi talenti. Vedo in tutte queste giovani una grandissima fame di volley e voglia di imparare e tutto questo mi porta a fare il mio lavoro ancora con più entusiasmo e passione.
In 2 anni vinciamo la 3° divisione grazie ad un gruppo che cresce a vista d’occhio e grazie anche al ritorno di Vicky Franchini, un mix tra grinta ed esperienza che permette a tutti di crescere.
Il secondo anno di Under 13 è una passeggiata, schiacciamo le nostre avversarie come mosche per mesi, ci perdiamo in semifinale, ma ci prendiamo la nostra rivincita ed otteniamo un ottimo 3° posto al campionato primavera che, per una società piccola come la nostra, è un risultato strepitoso.
Il minivolley, procede e diventa Under 12 con due anni di anticipo, partecipiamo a qualche torneo è già si intravedono sorprendenti risultati. Anche lì abbiamo un capitano: Paola Mendichi, una ragazzina intelligente e sveglia. Scelgo lei in quel delicato ruolo perché è sempre dalla parte dei più deboli, e, nella società odierna, non è una cosa per niente scontata.
Anno 2015/16 la società si ingrandisce, segno che il lavoro che stiamo facendo è buono e la gente di Rezzato se ne sta rendendo conto. Decido per questa stagione di allenare la 2° divisione, Under 18, Under 16 e Under 12. La gente a cui dico che alleno 4 squadre mi chiede se sono matto…. Penso che un po’ abbiano ragione, ma se credi in un progetto un po’ matto lo devi essere …. Matto di volley!!!! Investo molto tempo nel giovanile perché sento che stiamo facendo qualcosa di veramente importante e non voglio perdermi nemmeno un palleggio di tutto ciò che accade al palazzetto, dove passo più tempo che in qualsiasi altro luogo.
I risultati sono palpabili ed i gruppi crescono forti e coordinati, nonostante siano tutti al primo anno nella propria categoria, anzi le 2002 giocano in under 16 anche se hanno età da under 14.

2016/2017 L’anno del triplete !
In divisione torna il mio primo capitano Alessia, la cosa mi da sicurezza e decido di fare un mix tra giovani promettenti leve e le più esperte. Arriva a metà anno un importante acquisto: Simona Ruggeri,  palleggiatore, un vero esempio per tutte, la prima ad arrivare in palestra è l’ultima ad andare via, a 47 anni mostra la fame di pallavolo di una ragazzina ed ha saggezza e grinta da veterana.
Il mix funziona, la squadra è forte in tutti i settori. Oltre ai palleggi abbiamo Valentina Temponi e Roberta Tosoni al centro che a suon di muri e primi tempi sono un incubo per le avversarie. Di banda abbiamo la Vicky e la Francesca Rumi che sono una garanzia. Crescono sia fisicamente che tecnicamente Cristina Manenti, Elena Presti e Simona Barozzi, quest’ultima giocando da titolare per più di metà campionato e determinante nei playoff. All’opposto abbiamo la Betty Dora e la Chiara Temponi, la prima tecnica ed elegante e la seconda potente e spregiudicata. Il nostro libero è Silvia Carletti, un vero soldato, manuale di tecnica e macchina di precisione……. Risultato: Campionato vinto!!!!
Nel frattempo, per non farci mancare niente, vinciamo anche il campionato under 16 primavera ed il campionato Under 12, quest’ultimo senza perdere neanche una partita!!!!!!

Anno 2017/2018
Devo prendere un’importante decisione: o mi dedico alle più giovani, o alla prima squadra . Scelgo i giovani. la società cresce ulteriormente ed arrivano nuovi allenatori. La prima divisione l’allena Marco Gioacchini, scelgo di dividere l’under 16 in due gruppi , uno sarà tenuto da me, e faranno doppio campionato 16 e 18, visto che abbiamo 3 fuori quota, e l’altro da Alessandro Roda. L’under 13 resta roba mia, mentre al minivolley ci pensa la Vicky.
Le scommesse sono tante e complesse ed ancora una volta bisogna rimboccarsi le maniche. Sia l’ under 16 che l’under 13 vanno a fare la fase titolo (risultato storico: nessuna nostra squadra giovanile ha mai raggiunto traguardi così prestigiosi). Il lavoro paga, ma ,quando incontri corazzate composte da selezioni di più squadre, perdi, ma lo fai a testa alta, perché hai la consapevolezza che pochi, piccoli come noi, senza selezioni e senza consorzi tra società, ottengono risultati importanti come i nostri.
Quest’anno so che lo ricorderò per sempre e so che ai futuri atleti racconterò centinaia di volte questa storia: a causa di infortuni e a causa del fatto che ho diviso il gruppo, mi ritrovo a fare il campionato di under 16 con 6 sole ragazze!!! Per me queste resteranno per sempre coloro che hanno fatto un’impresa!! Alla facciazza di tutte coloro che se non sono in 12 ad allenamento con 2 allenatori, preparatore, medico e raccattapalle dicono “ma è impossibile allenarsi” Bla bla bla …. Solo chiacchere !!! Se sei forte e determinato, se hai voglia di crescere e di far crescere i tuoi compagni ci si allena eccome. Chi ha fatto pallavolo sa quanto è faticoso allenarsi in pochi e trovare sempre e comunque lo stimolo per migliorarsi e per vincere contro se stessi e contro tutti! Ed il sabato si gioca con il coltello tra i denti! …. Risultato: primi nel girone, zero partite perse!!!! Come se non bastasse proprio queste facevano in più anche il campionato di Under 18, rinunciando anche a qualche sabato sera … sacrificio non da poco per quest’eta’.  Dopo, giustamente, nella fase titolo, abbiamo preso le nostre meritate bastonate.
Questa under 16/18 era composta da 10 meravigliose persone:
Mariachiara Bianchi la più presente di sempre a tutti gli allenamenti, palleggiatore, cara Mary ogni volta che qualche cafone del pubblico diceva “eeeooo” ai tuoi palleggi per me era una coltellata al cuore, non so  come ho fatto a non mandarli tutti a quel paese …. Qualcuno ce l’ho mandato in realtà. Mary è quel giocatore che nella  confusione di una partita con il pubblico che urla, allenatori che vorrebbero entrare in  campo, compagni che tremano, li guardi immersi in quella tipica serenità  propria di chi sa che le cose possano andare bene o male senza bisogno di affrontarle con la paura di sbagliare.
Claudia Lonati palleggiatore, ho sempre apprezzato il tuo spirito di squadra che hai mostrato  non facendo mai selezione nelle tue scelte  e tenendo sempre in considerazione  tutti i tuoi attaccanti.
Margherita Rinaldi questo è uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe sempre con sé. Un giocatore che sa dare equilibrio, di quelli che se li togli dal campo l’ingranaggio si blocca, quello della cosa giusta al momento giusto. Rispettosa ed intelligente.
Elena Presti: nonostante il tuo caratteraccio hai sempre dato il sangue in campo, le tue prestazioni opache si contano sulle dita di una mano, sei una vera guerriera, non perdere mai quella vena combattiva e canalizzala per la cosa che ti piace di più: vincere. Ma ricordati che per vincere bisogna anche saper ascoltare.
Elena Frassine: indiscutibile atleta, una volta ti dissi che per me tu puoi giocare 15 partite di fila ….. non stavo scherzando. Elegante e umile, rappresenti la consapevolezza che attraverso il lavoro, il sacrificio, il rispetto e la fiducia si possa arrivare a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Sarà Ravelli, la cavalletta ! Quando ti sei infortunata ho avuto la sensazione che tutti noi ci fossimo fatti male. La tua voce rimbombava in palestra potentissima e quando hai dovuto abbandonare è stato come fosse arrivato un silenzio assordante nel palazzetto. So che ti sei già ripresa: questa squadra ha sempre avuto bisogno dei tuoi salti, delle tue potentissime schiacciate e, perché no, della tua voce assordante, sei un uragano, continua a rimanere tale.
Cristina Manenti: nonostante la pugnalata al cuore che mi hai dato continuerò sempre a volerti bene e non dimenticherò mai le molteplici battaglie che abbiamo combattuto insieme.
Sara Carletti: Libero, l’averti  fatto tornare la voglia di giocare è stato per me la mia più grande vittoria.
Chiara Arici: Opposto, ci sono due doti che ammiro in te, oltre alla tua straordinaria crescita tecnica. La prima è che vivi la vita e lo sport con il sorriso, la seconda è che ogni volta che sei entrata in palestra mi hai detto “ciao Roby” guardandomi negli occhi con rispetto e sincerità. Un gesto semplice ed educato che, ti garantisco, fatto con la costante naturalezza e spontaneità che ti caratterizza, è una grandissima rarità per una ragazza della tua generazione. Hai lo sguardo e l’atteggiamento di chi vuol imparare e crescere, questo, più di tutto mi ha dato la forza e l’energia per superare ogni “insormontabile” ostacolo, continua così che, come ti dico sempre : sei l’opposto del futuro…. Anzi del presente.
Simona Barozzi : il capitano, il vero capitano, l’essere leader significa essere come te. Il leader è colui il quale le sue azioni ispirano gli altri a sognare di più ….. il leader ha un’enorme responsabilità. Ricordati una cosa molto importante da sportivo a sportivo: smettere di fare sport equivale a smettere di sognare.

Chiedo scusa a tutte le ragazze dell’under 13 che non ho menzionato un ad una ma siete veramente tantissime e penso che voi siate le vere professioniste di questa società, sempre presenti in forma massiccia, unite , con tanta voglia di crescere allenamento per allenamento, partita per partita. Penso che siate assolutamente un gruppo vincente ed è proprio quando capisci che vincere con te stesso, con i tuoi limiti, con le tue paure, con i tuoi difetti caratteriali, ti permette di migliorar qualcosa di te stesso ad ogni allenamento, ad ogni partita, ad ogni annata, è li proprio in quel momento che sei già un vincente. E’ stato bellissimo ricevere tanto affetto sia ad ogni allenamento che il giorno in cui ho dato le dimissioni, abbracciarvi una ad una è stato per me il regalo più bello…. Ringrazio anche la Martina per questo, che pur avendola avuto per poco tempo ha saputo cogliere importanti valori.
In questi anni ho avuto un’altra grandissima fortuna: un pubblico straordinario che ci ha sempre, sempre battuto le mani, che ci ha incoraggiato, che ha cantato ed urlato a squarciagola e, soprattutto, la cosa che ho apprezzato di più, che ha saputo darci una pacca sulla spalla e  a non  demoralizzarci anche quando non vincevano, anche quando tutto andava storto ….. Lo dico sempre alle nostre ragazze sono tutti bravi e forti quando siamo sopra di 10 punti, è quando siamo nella m**** fino al collo che viene fuori la vera squadra!
Un ringraziamento va a tutte le famiglie che mi hanno supportato e sopportato in questi anni, a Franco Bonassi per essersi “appioppato” il problema di montare ben 3 reti ad ogni allenamento, a Diego Arici per avermi aiutato a gestire l’under 13, a Marco Mendichi, alla famiglia Lonati sempre attenta e disponibile e alla famiglia Manenti, a Luciano Rinaldi uomo buono, paziente ed estremamente efficiente, a Giorgio Barozzi il vero termometro di questo gruppo ….. grazie per avermi accolto nelle vostre famiglie come un fratello, con il sorriso e portandomi sempre rispetto.
Un ultimo doveroso ringraziamento va alla mia famiglia che pazientemente mi ha aspettato ogni qualvolta organizzava un pranzo domenicale, in quanto avevo una partita alla mattina e, con malinconia, mi ha visto andar via per primo perché nel pomeriggio ne avevo un’altra.
Alla mia ragazza Alessandra, donna di una sensibilità ineguagliabile.

Grazie grazie grazie a tutti
Il mister
Roberto Assini

Vi ricorderò per sempre così